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 In La mia Esperienza Personale, Leadership Collaborativa

Non ho mai pensato che nella mia vita sarei riuscita a conciliare il mio ruolo di moglie e madre con  il mio lavoro e le mie ambizioni personali, perché ho sempre avuto l’esempio di donne a me vicine che erano dedite all’una o l’altra cosa.

Quando ho conosciuto mio marito ero una donna in carriera, destinata da lì a breve, a prendere in mano le redini dell’azienda di famiglia. Lavoravo in media dieci ore al giorno in un ambiente non molto salutare, dove è stato necessario rimboccarsi le mani e partire dalla famosa gavetta, nonostante che, con le mie due lauree alle spalle, avrei potuto sedermi comodamente negli uffici dirigenziali.

Nel giro di un anno le nostre prospettive di coppia sono cambiate, perché con la notizia che ci saremmo trasferiti in Australia per far si che mio marito non si lasciasse scappare un’opportunità di carriera che difficilmente si sarebbe ripresentata, è arrivato anche il nostro primogenito Leonardo.

Mollare tutto e trasferirsi dall’altra parte del Mondo non è stato per niente facile, soprattutto con un bimbo di pochi mesi. Il mio lavoro di madre era tutto quello che mi rimaneva, e vi assicuro che nonostante tutte le difficoltà che ci sono state agli inizi, ero determinata più che mai a dare il meglio di me stessa!

Negli anni a venire ci sono stati tanti momenti in cui ho messo in dubbio la scelta fatta di allontanarci dall’Italia. Soprattutto quando, con la nascita del nostro secondogenito Luca, sono passati alcuni mesi prima che potessimo tornare a casa per presentarlo a tutti.

È in quel periodo che ricordo aver sofferto profondamente di depressione. Tutto mi sembrava avere un peso enorme, e diventava sempre più difficile da sopportare. Dopo la seconda gravidanza il mio corpo non si è mai ripreso completamente, e il mio ruolo di moglie ha iniziato a vacillare, non perché non credessi più nell’amore che mi univa a mio marito, ma semplicemente perché non ero più la donna capace di ricoprire quel ruolo senza sentirmi inadeguata o sopraffatta dalle responsabilità di essere madre.

Ci sono voluti tre lunghi anni per iniziare ad avere la forza di lavorare su me stessa e ritrovare il mio equilibrio interiore. Ho dovuto imparare a accettare la trasformazione che il mio corpo aveva subito, a rispettare prima di tutto me stessa per poi gestire al meglio le mie emozioni. Finché non sono ripartita dal punto esatto in cui mi ero persa, non ho potuto accogliere con successo il mio ruolo di donna, madre e moglie che vivo oggi più che mai in piena armonia con me stessa.

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